Giancarlo Cozzi
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Manifesto tecnico dell'Ipercromatismo

MANIFESTO TECNICO DELL'IPERCROMATISMO


Impegnati
nella fase divulgativa ed espansiva del Manifesto dell’Ipercromatismo, pubblicato ufficialmente a Milano il 2 Dicembre 1982; Riconfermando la denuncia per l’attuale stato di decadimento socio-culturale, preoccupati per il degrado ecologico, promuovendo attivamente con mostre e dibattiti il rilancio delle arti ed il ritorno ad un più giusto modo di vita, Riteniamo esprimere la parte tecnica della nuova corrente pittorica, emblema visivo e creativo dell’
IPERCROMATISMO

complemento necessario e sufficiente al fine di individuare l’ortodossia dell’artista che opera ispirato da esso.
Premesso
che la luce bianca, attraversando determinati corpi, si rifrange dando origine ad uno spettro che si compone di colori dell’iride, gli oggetti, da noi percepiti con i loro abituali colori, conseguenza invece della riflessione della luce stessa, possono apparirci policromatici. Si giunge ad ipotizzare che la luce, anche se ciò non è percepibile dall’occhio umano, si scompone attraversando l’atmosfera prima ancora di raggiungere corpi ed oggetti. Queste teorie scientifiche sconfinano nella fisiologia ove il colore luce è interpretato come individuale rappresentazione psichica di una radiazione elettromagnetica.
E’ nostra convinzione,
pur non rinnegando queste realtà scientifiche, l’esistenza di una vera e propria dimensione totalmente sconosciuta e da esplorare che in molta parte coinvolge i misteri della vita e della morte, con insospettati risvolti non solo materiali. L’Ipercromatismo è la ricerca di questa dimensione al di là dell’incerta scansione che divide il reale visibile da quello invisibile sfavillante di particelle atomizzate di colore o polarizzate in grandi spazi.
Crediamo
che queste particelle in sospensione intorno a noi, vorticando con moto irrazionale e casuale, colpiscano l’universo natura-uomo, irradiando luce e colore energetico per poi rimbalzare di nuovo verso la sorgente da cui provengono. Queste vibrazioni, interagendo con la materia, liberano a loro volta pulsazioni di energia cromatica, provocando la saturazione dell’ambiente. Ecco perché questa ricerca è stata definita “IPER” e non solo cromatica, indicando in questo prefisso anche una quantità o grado superiore al normale.
Pertanto,
l’Ipercromatismo si può definire la rappresentazione di questa dimensione extrasensoriale, mediata dalla spiritualità e creatività della mente, unitamente a sensazioni epidermiche ed istintive, ove l’uomo illuminato genera intorno a sé un campo di onde magnetiche, energetiche e cromatiche. Gli artisti dovranno impegnare le proprie capacità per interpretare questo mondo inesplorato, usando il colore steso in modo istintivo, con impasti puri e luminosi, trasferendo nelle loro opere i moti e le passioni dell’animo, dando la loro versione e cercando di contribuire a chiarire maggiormente le possibilità ed i limiti di questa ricerca pittorica indicata come un teorema da risolvere ed arricchire di postulati.
Convinti
Che questa sfida dello spirito ai limiti terreni della materia ed ai misteri dell’eternità, sarà sempre più concretizzata dall’apporto sensibile e creativo di molti uomini, sottoscriviamo questo manifesto.

Giuseppe Ricci, Luciano Chiari, Giancarlo Cozzi, Carmelo Todoverto




© 2007 Giancarlo Cozzi