Giancarlo Cozzi
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SENSAZIONI


La tela è bianca

E la musica si riconverte in silenzio

Come sublime assoluto.

Ora il nulla è la fine di qualsiasi comunicabilità,

Di qualsiasi significanza.

E' quindi il contrario della vita.

Ma al contrario la finzione,

La mistificazione, la recita:

Il vecchio vizio fariseo

E quindi l'assenza di pulsazioni,

Di scoppi di vita e d'ira,

Di passioni creative che è fuoco dell'arte.

E' un destino soccombere tutti,

Dagli uomini alle farfalle

Hanno un tragico tragitto,

Ma calmo è il fiume

Che scende lentamente a delta,

Ma la sensazione è cresciuta con noi,

Dentro di noi.

Che è casa che abitiamo

E che ci abita.

2 DICEMBRE 1982 - MILANO



Sono in via Marconi, ormai è sera

Di una giornata grigia di quelle solite.

Cammino senza pensare.

Ma ecco che improvvisamente sento un fruscio verso la galleria.

Al primo momento rimango sbalordito,

Ma sì, che strano, è un mare di colore che sta avanzando,

Viene da piazza della Scala,

E' rosso con qualche riga di giallo.

Mi giro e da via Mazzini avanza il verde smeraldo.

Che strana emozione, un nodo alla gola mi prende.

Dall'Arcivescovado scende velocemente un'onda di blu oltremare,

Altri colori spingono da piazza Fontana.

Mi giro, dietro di me avanza un violetto da piazza Diaz.

Sono circondato,

Ormai il colore mi arriva alle braccia,

Si alza sempre più,

Il giallo mi entra nelle unghie e comincia a salire

Dalla bocca mi entra il rosso, il verde nelle orecchie

E salgono, salgono sino alla mia mente.

Entrano tutti insieme e scacciano quel maledetto grigio

Accumulato in tutti questi soliti giorni.

Sì, che stupenda sensazione,

I miei occhi iniziano a vedere

l'Ipercromatismo.






© 2007 Giancarlo Cozzi